ONLUS PER LA TUTELA DEI DIRITTI DELL'INFANZIA E DEI DIRITTI FONDAMENTALI DELL´UOMO
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LA CASA DI IBRAHIMA ONLUS
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un pò di Senegal
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I bambini talibè in Senegal
 Il termine “talibè” significa letteralmente “discepolo”, colui che apprende il corano e che ne segue i precetti. Il significato di questo termine è quindi molto ampio e designa in generale tutti i discepoli dei grandi Marabut, che sono le grandi guide spirituali in Senegal, islamiche - animiste. Ma quando ci si riferisce con questo termine ai bambini talibè, la definizione è molto più ristretta e ben specifica. I bambini talibè sono quei fanciulli che vengono affidati a dei marabut perché apprendano il corano nelle cosiddette “daara”, cioè le scuole coraniche, dove i bambini vivono spesso in condizioni di estremi stenti. Le famiglie, spesso le più povere, senegalesi ma anche originarie dei paesi limitrofi, lasciano i loro figli in mano a queste guide spirituali, perché li formino secondo i precetti del islam e nello stesso tempo assicurino loro un posto in cui vivere. Ma nella maggior parte dei casi l’apprendimento della religione è affiancato da una vita basata sulla mendicità: i bambini vengono mandati nelle strade a mendicare durante tutto il tempo in cui non si riuniscono per studiare.
 
 
 
 

 La maggior parte dei marabut finiscono per fare dell’educazione coranica non un compito sacro, ma un modo per sopravvivere del quale i talibè ne sono lo strumento. Questi infatti esigono che i bambini trovino il più possibile da mangiare, si assicurino i pasti e nello stesso tempo che riportino ogni sera alla daara una somma specifica, che può variare, secondo che si tratti di un giorno ordinario o di un giorno di festa. Normalmente ogni bambino deve consegnare dai 300 ai 600 franchi al giorno (0.50 centesimi /1 euro). I bambini che non sono riusciti a riportare questa somma sono spesso malmenati e quasi torturati dai marabut stessi, senza contare le violenze subite dai talibè più grandi. Queste attività di cui i piccoli talibè ne sono gli strumenti è molto fruttuosa per i marabut, che riescono ad ottenere ogni mese circa 700 euro, che corrisponde circa al triplo di un salario di un dipendente statale in Senegal. Nonostante ciò questi bambini sono costretti a vivere in condizioni di povertà estreme, in condizione di igiene pessime e ammassati a dormire per terra, o sui tappeti al suolo facilitando il diffondersi di malattie ed epidemie su questi corpicini fragili e malnutriti. Il problema della mendicità tra i bambini talibè è ormai un fenomeno molto diffuso in Senegal, soprattutto da quando la daara si sono spostate dalle campagne alle città. Secondo studi recenti, solamente nella zona di Dakar si contano più di 2200 bambini vittime di questa situazione, bambini tra i due e quindici anni. Questo fenomeno costituisce un problema sociale, una piaga che difficilmente si può mettere in questione a causa della sua stretta relazione con la religione. In Senegal infatti, i marabut godono di un grande rispetto da parte della popolazione e la loro azione non può essere né criticata nè tanto meno denunciata. . Molte associazioni e ONG si stanno organizzando per poter soccorrere questi bambini, aiutarli ad assicurare loro cure mediche, igiene e qualche pasto, ma poco si riesce ancora a fare per intervenire alla causa del problema stesso. Le autorità e gli organismi internazionali per la protezione dell’infanzia stanno facendo grandi progressi per cercare di affrontare il problema, soprattutto cercando di sensibilizzare le famiglie e la popolazione in generale a questa atrocità, ma si è ancora molto lontani dal trovare una vera e propria soluzione .

 L’elemosina secondo l’Islam
 L'elemosina, o zakât, é, per l'Islàm, uno dei cinque pilastri della fede insieme alla professione di fede (shahâda), la preghiera quotidiana ripetuta cinque volte (salât), il pellegrinaggio alla Mecca (hajj) e il digiuno (sawm) nel mese di Ramadân. È quindi un’obbligazione legale del fedele, che non va confusa con l'offerta volontaria, detta sadaqa
Sara Rota volontaria presso La Casa di Ibrahima