ONLUS PER LA TUTELA DEI DIRITTI DELL'INFANZIA E DEI DIRITTI FONDAMENTALI DELL´UOMO
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LA CASA DI IBRAHIMA ONLUS
Via Q.Roscioni n. 63 scala A int.6 - 00128 Roma C.F. 07656601007
- c/c n. 58357948 intestato a: La Casa di Ibrahima onlus
IBAN: IT92H0760103200000058357948
Il progetto
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LA CASA DI IBRAHIMA DIFFERENZIA LE SUE AZIONI PER CERCARE DI
RISPONDERE A SITUAZIONE ED ESIGENZE DIVERSE

 

- bambini accolti all'interno del centro
- bambini sostenuti all'esterno
- centro di accoglienza diurna per talibé
- centro di accoglienza per bambini di strada
- Formazione professionale per adolescnti non scolarizzate


1) BAMBINI ACCOLTI ALL' INTERNO DEL CENTRO
Provengono da situazioni familiari complesse o inesistenti, ma possono anche essere
bambini che hanno autonomamanete deciso di abbandonare la vita di strada e di chiedere
il nostro aiuto per ricostruire il loro futuro.
La Casa di Ibrahima garantisce vitto, alloggio, educazione









(formazione scolastica o professionale), e salute e si impegna a
ricercare la famiglia di origine, a fare mediazione familiare e, se
opportuno, provvede, a tempo debito al reinserimento familiare del bambino.


I minori possono essere accolti a seguito di una sollecitazione della famiglia, di altre associazioni, ma possono anche arrivare da soli. Nel caso in cui i genitori abbiano preso contatto con noi, si effettua un'inchiesta sociale. I nostri educatori professionali si recano al domicilio della famiglia, per incontrarla e valutare la situazione.  Nel caso in cui le condizioni riscontrate siano pericolose per il bambino, lo stesso viene accolto nel centro. Si esige, in ogni caso, una partecipazione attiva delle famiglie nella vita dei bambini e visite frequenti.

Si accolgono anche bambini orientati da altre associazioni che si occupano di bambini di strada (principalmente Nazareth dei Perés Maristes) con le quali lavoriamo per favorire il ritorno in famiglia. Alcuni bambini, infine, sono arrivati nel centro da soli, sentendo parlare dell'associazione da altri. Alcuni ricercano solo un riparo per qualche tempo, altri hanno un desiderio reale di abbandonare la vita di strada. In ogni caso noi lavoriamo nel rispetto dello stile di vita senegalese ed essendo un'associazione laica rispettiamo le pratiche religiose di tutti i bambini accolti. 

 

2) BAMBINI SOSTENUTI ALL'ESTERNO
Hanno attorno una struttura familiare salda ma con gravi problemi economici. I bambini vivono, quindi, nelle loro familgie, aiutate da La Casa di Ibrahima ai fini di garantire la scolarizzazione e la buona salute del bambino. Per questi è possibile effettuare una adozione ad personam almeno per il ciclo di studi primario (elementari - 6 anni). Il contributo per questo tipo di intervento è di 15 - 20 euro mensili. Oltre alle spese scolastiche e mediche, i bambini presi in carico all'esterno vengono seguiti da educatori specializzati e, per evitare dispersione scolastica dovuta principalmente a lavori domestici o a lavori veri e propri, si aiutano le famiglie per l'acuisto di beni di prima necessità (alimentari e medicinali).
 
 
  
3) CENTRO DI ACCOLGIENZA DIURNA PER TALIBE'
"La Casa Di Ibrahima" ha aperto le sue porte, dalla metà del 2008, all'accoglienza diurna  per i talibè.  "Talibè", dall'arabo Talàb, è un termine che indica chi apprende il Corano. In Senegal il termine è riferito anche a centinaia di migliaia di bambini dai quattro ai quindici anni, affidati dalle loro famiglie ai Marabout, uomini di religione, perché li possano guidare nell'apprendimento del Corano. I Marabout, che affermano di occuparsi dell'educazione religiosa dei bambini, sono talvolta dei ciarlatani, che poco hanno a che vedere con i reali dettami della religione musulmana e che sfruttano la loro posizione di potere per arricchirsi personalmente. In alcuni casi, quindi, i bambini ospitati nei Daara (scuola coranica) sono costretti a chiedere l'elemosina per la maggior parte della giornata (invece di dedicarsi allo studio del Corano e in minima parte "all'esercizio dell'elemosina", a ognuno di loro, è chiesto di raccogliere una somma che può variare dai 250 ai 600 cfa (0,38 euro - 0,92 euro) o di provvedere alla quantità di alimenti necessari per il loro sostentamento giornaliero. E' già successo, in alcuni casi, che un Talibè sia stato ucciso dalle botte inflitte dal Marabout per non essere arrivato alla somma richiesta; per tanti talibé, purtroppo la vita quotidiana è fatta di violenze di ogni genere. Molti di questi bambini sono totalmente privati della loro infanzia e delle loro dignità di esseri umani e le loro condizioni possono essere qualificate in certi casi come vero e proprio schiavismo. Il Senegal è uno dei paesi dove questa pratica è più diffusa, ma essa si sta, sfortunatamente, diffondendo in molti paesi dell'Africa Occidentale. Il Governo senegalese, pur riconoscendo l'atrocità del fenomeno, non prende una posizione decisiva riguardo allo stesso, difendendo la tradizione legata alle scuole coraniche. Sulla carta, il Governo ha intrapreso una serie di provvedimenti che tendono a migliorare le condizioni dei Daara, ma niente è cambiato nella vita dei talibè. Il Governo Senegalese è, inoltre, firmatario di una serie di provvedimenti giuridici che impediscono lo sfruttamento e la tratta dei minori, come La Carta Africana dei Diritti e del Benessere dei Bambini, dove si incitano i governi a "abolire le tradizioni e le pratiche negative, culturali e sociali che costituiscono un impoverimento del benessere, della dignità, della crescita e dello sviluppo normale del bambino". Nessuno di questi provvedimenti è rispettato e le strade delle città del Senegal sono piene di bambini mendicanti, talibè o altri che, scappando dal Daara e, non avendo il coraggio di ritornare in famiglia, cominciano a fare la vita di strada. La Banca Mondiale ha offerto nel 2007 un finanziamento di due milioni di dollari al Governo Senegalese per porre fine al fenomeno dei bambini di strada. I fondi sarebbero dovuti essere utilizzati per avviare e rendere attivo un programma, il PARRER, finalizzato alla creazione di un'associazione composta di esponenti di ONG, governo senegalese, organizzazioni religiose, società civile, privati e media, impegnata nella lotta al fenomeno dei bambini di strada. A oggi non si ha ancora un programma d'intervento. E' la società civile, nella maggior parte dei casi, che cerca di dare una risposta e una soluzione al problema, attraverso le numerose associazioni che operano per il benessere dell'infanzia in Senegal. La Casa di Ibrahima si inserisce in questo circuito e costituisce una vera epropria rete con il Centro Nazareth di Dakar, con SPER, Avenir de l'Enfants, associazioni operanti nella regione di Dakar e con La Lumiere, ONG che lavora in Casamance, regione all'estremo sud del Senegal da cui provengono molti talibé e bambini di strada. 

Tutti questi bambini sono accolti con gli stessi principi educativi dei bambini che vivono nel centro e la frequentazione della struttura si basa sul principio della libera volontà personale oltre che, ovviamente ad un subdolo e esplicitato permesso del Marabout a cui sono stati dalla famiglia affidati. Per cercare di ridurre l'esposizione ai pericoli "La Casa di Ibrahima" mette a disposizione dei talibè la sua struttura per poter fornire loro i bisogni primari nell' arco della giornata:
nutrimento: i tre pasti (colazione, pranzo, cena) sono serviti a un numero di bambini che varia dai quaranta agli ottanta.
igiene: un bagno con acqua corrente è riservato ai talibè cui sono forniti anche sapone e teli.
cure mediche di primo soccorso: cura di ferite, ascessi, mal di testa, trattamenti contro la scabbia e le micosi.
attività sportive : tornei di calcio, lezioni di taekwondo (offerte gentilmente da un maestro ogni giovedì); artistiche:   disegno, pittura ; e ricreative : visione di cartoni animati, giochi manuali, di società


4) CENTRO DI ACCOGLIENZA PER BAMBINI DI STRADA
Apertura della nostra struttura dai primi mesi del 2009 ai bambini di strada.
Questi bambini sono i più problematici.Hanno spesso alle spalle un passato di soprusi, di droga, di totale abbandono a se stessi. Il fenomeno dei bambini di strada non è limitato al Senegal. Nelle strade di Dakar ci sono molti bambini provenienti dal Gambia, dalla Guinea Bissau, dalla Guinea Conakry. E' per permettere il loro ritorno in famiglia che La Casa di Ibrahima collabora con l'OIM (Organizzazione Internazionale delle Migrazioni), che si occupa del passaggio dei minori da un paese all'altro. Una volta ritornati nel loro paese d'origine e nella loro famiglia i bambini sono seguiti da associazioni locali che ne garantiscono il benessere reale e che forniscono a La Casa di Ibrahima le necessarie informazioni e la possibilità di mantenere un legame con gli stessi.


5) FORMAZIONE PROFESSIONALE PER ADOLESCENTI NON SCOLARIZZATE
Relativamente alle attività rivolte alla formazione professionale, a parte l'esperienza dei corsi di alfabetizzazione per donne adulte effettuati in collaborazione con La Maison de le Femmes di Malika nel 2006 e nel 2007, stiamo collaborando da tre anni con un'associazione francese "AXE" per l'organizzazione di campi di lavoro per giovani in Senegal, ed è attualmente attivo un progetto di sostegno alle adolescenti non scolarizzate, per una formazione professionale come parrucchiere, sarte e ricamatrici. Le ragazze sono tutte provenienti da famiglie in situazioni di estremo disagio economico; si coprono per loro, quindi, tutte le spese di iscrizione, formazione e quelle relative al materiale per lavorare. Si chiede alle giovani di essere assidue nell'impegno e alle famiglie di essere presenti nella vita delle ragazze.